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Un po´ di storia
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IL TERRITORIO
2200 abitanti, 74 metri sul livello del mare, 688 ettari di superficie territoriale, Lungavilla, anticamente Calcababio, è situata al centro-nord dell´Oltrepò Pavese tra il fiume Po e i primi rilievi collinari dell´Appennino Ligure-Emiliano.
Il suo territorio, completamente pianeggiante, è costituito da terreni alluvionali che risalgono al periodo più antico dell´era quaternaria. La consistente presenza di argilla ha rappresentato in passato un´importante fonte di ricchezza per il paese che, agli inizi del secolo scorso, ha sviluppato una fiorente produzione di laterizi.
LA STORIA
Il territorio di Calcababio nella preistoria appartenne ai Liguri, popolo di origine africana che, assieme ai Veneti, occupava la parte settentrionale dell´Italia. Nel IV secolo a. C. i Galli cacciarono i Liguri dalla maggior parte dei territori che occupavano in Europa e, in particolare in Italia, confinandoli nell´odierna Liguria e nel basso alessandrino. All´occupazione dei Galli fece seguito quella dei Romani datata intorno al 14 a. C.
Le antiche origini di Calcababio sono provate da tombe romane, che, insieme a vasi e a una preziosa urna cineraria, attualmente custodita presso il Museo di Arte Antica di Pavia, furono rinvenute presso la vecchia fornace Palli.
Le prime notizie di Calcababio sono contenute in un documento del 1250, contenente un elenco di terre appartenenti al Ducato di Pavia.
A partire dagli ultimi decenni del Quattrocento le vicende storiche di Calcababio sono strettamente legate alla nobilissima casata dei Botta, signori di Branduzzo, consiglieri e ministri dapprima di Filippo Maria Visconti e poi di Francesco Sforza.
Con la famiglia Botta, divenuta poi Botta-Adorno si snoda la storia di Calcababio durante il feudalesimo, il dominio asburgico, il periodo del Regno di Sardegna sino alla costituzione del Regno d´Italia, quando anche Branduzzo e Calcababio, insieme con il Vogherese, vengono aggregati alla Lombardia.
Nell´agosto 1836 una violenta epidemia di colera decimò la popolazione. Dopo un triduo di preghiera, voluto dal parroco Don G. B. Bellingeri e culminato in una processione con formulazione di voto perpetuo alla Madonna, l´epidemia ebbe fine.
Ancora oggi, si ricorda l´evento con la solenne processione del 22 agosto, ‘Giornata del voto’.
Nel 1859 anche il territorio di Calcababio fu teatro dei sanguinosi scontri tra austriaci e alleati franco-piemontesi nella storica battaglia di Montebello.
Con Regio Decreto del 23 dicembre 1894 Calcababio cambiò il nome in Lungavilla. Secondo leggenda, il nuovo nome fu ispirato da un´esclamazione del Re Umberto I che, transitando per il paese, avrebbe esclamato: ‘Oh, che longa vila!’.
LO STATO ATTUALE
Oggi il Comune è costituito da un nucleo principale, da alcune frazioni e da pochi cascinali sparsi nella campagna. La conformazione urbanistica dà piena ragione al toponimo. L´agglomerato principale corre infatti lungo la strada principale, via Umberto I, che si snoda da nord a sud.
La collocazione geografica, le dimensioni, la presenza di importanti vie di comunicazione stradali e ferroviarie, la disponibilità dei servizi essenziali fanno di Lungavilla un comune che garantisce una buona qualità di vita, grazie anche all´attività di numerose associazioni a carattere ricreativo e di volontariato.
GLI EDIFICI
"Chiesa Parrocchiale"
A tre navate, con pianta a croce latina, già citata nelle visite pastorali del secolo XV°, è intitolata a Santa Maria Assunta. L´edificio ha subito ampliamenti e modifiche nei secoli successivi.
Di interesse artistico, la tela che rappresenta Maria Assunta in Cielo, della scuola dei Procaccini; le quattordici tele raffiguranti la Via Crucis ultimate nel 1806 e recentemente restaurate, opera della scuola dell´artista vogherese Paolo Borroni; un pregevole quadro, copia dell´opera S. Matteo e l´Angelo di Vincenzo Campi; la sagrestia con un bellissimo mobile stile Luigi XIV°, barocco lombardo, in legno di noce massiccio, a tre corpi sovrapposti con cimasa.
"Chiesuola"
Ubicata in via Umberto I, fu sede di una Confraternita. Vi si trova una statua lignea che raffigura la Madonna Addolorata, presumibilmente di scuola milanese.
"Palazzo Municipale"
Costruito a partire dal 1863, è situato nella zona centrale del paese e si affaccia su una piazza con giardini. Parzialmente ristrutturato nel 1985, il complesso ospita, oltre agli Uffici Comunali, la Biblioteca e la Scuola Elementare.
"Sacrario Quattro Martiri’
Ai confini con il Comune di Verretto, è simbolo della lotta per la Liberazione e ricorda il sacrificio di quattro valorosi partigiani che persero la vita il 2 gennaio 1945 in occasione di un rastrellamento delle truppe della Repubblica Sociale Italiana.
"Il Parco Palustre"
E´ uno dei 39 Parchi Locali di Interesse Sovracomunale (PLIS) della Regione Lombardia; istituito formalmente nel 1984, è considerato giustamente uno dei Parchi Locali ‘storici’ nell´ambito della nostra Regione.
E´ stato individuato su una vasta area degradata dalle massicce e indiscriminate escavazioni di argilla effettuate nella prima metà del secolo scorso, quando a Lungavilla e più in generale nella zona del Basso Oltrepò l´attività delle fornaci per la produzione dei laterizi era assai fiorente. Un tempo fonte di lavoro per centinaia di operai la fornaci e le cave di argilla abbandonate hanno successivamente costituito un notevole problema di carattere urbanistico, paesistico e ambientale.
Il recupero della maggior parte delle cave di argilla dimesse, avvenuto con l´istituzione del Parco Palustre, rappresenta un importante esempio di recupero ambientale con finalità naturalistiche, didattiche e ricreative.





